Problemi alla Colonna. Se l'ozono non funziona

Quasi sempre l'ozonoterapia agisce risolvendo o moderando i disturbi vertebrali a patto che siano rispettate due condizioni: che sia fatta da medico molto esperto e correttamente nei punti giusti. Spesso l'insuccesso è frutto di malpratica, poca esperienza o errore diagnostico; elementi che purtroppo troppo frequentemente si sommano assieme.

E' però indiscutibile che nessuna tecnica ha il 100% di successo, questo dipende, oltre alle condizioni precedentemente elencate, anche dal caso singolo del paziente. Premesso che per dolori alla colonna, o derivanti agli arti, l'ossigeno ozono terapia dovrebbe essere la cura di elezione per numerosi motivi: primo fra tutti fa riassorbire le ernie,non è invasiva, la tecnica paravertebrale non è rischiosa, non ha praticamente effetti collaterali e controindicazioni, è veramente molto efficace.Ma allora nel caso malaugurato che questa non funzionasse cosa si può fare? Gli interventi ovviamente debbono essere l'ultima spiaggia, solo quando sono irrinunciabili e quando i benefici superano i numerosi rischi. Quali sono questi possibili rischi ed effetti collaterali e cosa si può fare per evitarli? Infezioni (disciti), non risoluzione dei dolori, recidive e tra il secondo gruppo instabilità vertebrale per necessario taglio del legamento giallo, eccessivo carico compensatorio nei segmenti sopra o sottostanti a quello operato (con successivo danno negli anni),

Esistono però delle tecniche operatorie mininvasive fatte con delle sonde o degli aghi che, pur non essendo esenti da rischi, permettono un minor danno a muscololi e legamenti.Si ha un minor trauma e stress per il paziente.Sono eseguite in anestesia locale e, in alcuni casi selezionati, possono rivelarsi utili.

Tra queste la coblazione a freddo col plasma per le ernie, la denervazione con radiofrequenza per probemi alle faccette, la neurolisi endoscopica per eliminare le aderenze, la nucleoplastica con radiofrequenza per protrusioni ed ernie contenute, gli spaziatori interspinosi per diminuire il carico sulle faccette, ampliare i forami e ridurre le stenosi del canale di lieve entità.

Come conclusione all'articolo vorrei fare una considerazione che spesso sfugge ai pazienti. Sia che lo stato di benessere avvenga tramite l'ozono o con gli interventi è bene capire che i problemi strutturali rimangono. Dove si è intervenuti rimarrà sempre un punto delicato e suscettibile di altri disagi. Occorre pertanto avere sempre il massimo rispetto della propia schiena con particolari attenzioni che sono indicate con chiarezza nel mio libro (Ernia del disco novità che stanno cambiando la cura).